venerdì
14
giu 2013

La nuova campagna Coca Cola e la lettera di Banksy.

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Premetto ed ammetto che sono un amante della famosa bibita gassata made in Usa e che non l’ho mai tradita nel corso degli anni con la nemica Pepsi, nemmeno quando a promuoverla c’era Micheal Jackson, ma qui non si parla solo di  Coca Cola, ma di comunicazione e delle diverse opinioni su chi oggi la comunicazione la decide.


Il famoso spot Pepsi degli anni 80 con il testimonial d’eccezione Micheal Jakson

L’8 maggio scorso la Coca Cola ha festeggiato il suo 127° compleanno, per l’occasione ha dato vita ad una delle campagne pubblicitarie più imponenti della sua storia. Il leggendario logo della bevanda più famosa al mondo ha lasciato il posto ai nomi e soprannomi più diffusi nei vari Paesi dov’è distribuita, sul mercato 350 milioni di confezioni “personalizzate” per ringraziare tutti i fan che da sempre amano il marchio e i prodotti Coca Cola. Per la prima volta, grazie al progetto «Condividi una Coca-Cola», il celebre logo è stato sostituito dai nomi di battesimo, dai nomi generici e dai modi di dire più diffusi e popolari tra gli italiani, per un prodotto iper-personalizzato e tutto da condividere!

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Ovviamente grande risalto alla campagna è stato dato alla comunicazione web, abbiamo visto girare in rete i nomi di personaggi e protagonisti del web con la loro Coca Cola personalizzata che riporta il loro nome, generando curiosità ed anticipando un desiderio di emulazione che sarà soddisfatto ai più però solo in modo “virtuale”, usando infatti #condividiunacocacola su social media come Twitter o Instagram sarà possibile partecipare alla campagna condividendo il proprio “momento Coca-Cola” con i propri follower e con l’intera community.

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Con questa campagna il marchio Coca Cola ha dimostrato ciò che solo un brand dalla fama stratosferica può fare, cioè permettersi di sostituire il proprio nome con quello di persone comuni, i clienti Coca Cola appunto, bene, bello direte voi, ed invece no!  almeno per qualcuno che con le proprie opinioni scomode dipinte sui muri di mezzo mondo ha conquistato una celebrità unica ed indiscutibile, stiamo parlando di Banksy.

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Alcuni delle opere più celebri di Banksy

Non è che si sia certi dell’autenticità della lettera, o se ci si trova davanti ad un Fake, certo è chel’originalità fa credere che sia proprio opera di Banksy,  per chi non lo conoscesse Banksy è lo pseudonimo dietro il quale si cela uno dei più importanti e riconosciuti artisti della scena street art internazionale.

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La lettera in questione estratta dall’immagine di Banksy:

“People are taking the piss out of you everyday. They butt into your life, take a cheap shot at you and then disappear. They leer at you from tall buildings and make you feel small. They make flippant comments from buses that imply you’re not sexy enough and that all the fun is happening somewhere else. They are on TV making your girlfriend feel inadequate. They have access to the most sophisticated technology the world has ever seen and they bully you with it. They are The Advertisers and they are laughing at you. You, however, are forbidden to touch them. Trademarks, intellectual property rights and copyright law mean advertisers can say what they like wherever they like with total impunity. FUCK THAT. Any advert in a public space that gives you no choice whether you see it or not is yours. It’s yours to take, re-arrange and re-use. You can do whatever you like with it. Asking for permission is like asking to keep a rock someone just threw at your head. You owe the companies nothing. Less than nothing, you especially don’t owe then any courtesy. They owe you. They have re-arranged the world to put themselves in front of you. They never asked for your permission, don’t even start asking for theirs. “

Banksy

…dalle scritte sugli autobus fanno commenti irriverenti sul fatto che non siamo abbastanza sexy e che il vero divertimento sta accadendo da tutt’altra parte di dove sei te adesso. Sono in tv a mettere in imbarazzo la tua ragazza. Hanno accesso alla teconologia più sofisticata che il mondo abbia mai conosciuto e si bullano di con te di questo…

..possono ridere di te e prenderti in giro, ma tu non li puoi toccare, protetti dai Marchi di fabbrica, diritti di proprietà intellettuale e del diritto d’autore…

..ogni annuncio in uno spazio pubblico che non ti da la possibilità di scegliere di non vederlo è tuo! Prendetelo, riorganizzatelo e riusatelo per il vostro messaggio, non gli dovete alcuna cortesia, non via hanno mai chiesto il vostro parere, voi non dovete cominciare a chiederlo a loro adesso.

Banksy o non Banksy la lettera ha girato parecchio per il web, merito soprattutto dell’originalità comunicativa che fa pensare davvero che ci sia il noto artista dietro, ed il messaggio è abbastanza chiaro e fa riflettere, quanto possono decidere i pubblicitari delle nostre vite semplicemente bombardandoci di consigli, o come sostiene il messaggio di Banksy di critiche o spudorate offese? E quanto ne siamo condizionati? Riusciamo ancora a scegliere liberamente ciò di cui abbiamo veramente bisogno?

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Una delle poche foto riconducibili a Banksy.

Ovvio che imbrattare loghi e marchi o distorcendo il messaggio di questi sugli advertising che troviamo affissi ai muri o alle vetrine nelle nostre città non è certo un messaggio che ispira legalità per quanto si possa rispettare il diritto di critica, ma sono in molti, tra opinionisti e fan dell’artista a pensare che Banksy non si riferisse ai muri ed agli spazi pubblici nel senso più conosciuto del termine, bensì mirasse al web e lo stile dell’annuncio e la divulgazione in rete lo confermerebbe, pensate ai social network, pensate alla facilità di manipolare foto, reinterpretando slogan e leitmotiv.

 

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